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Il Museo archeologico statale Vito Capialbi si trova nel Castello Normanno Svevo di Vibo Valentia.

Descrizione

Il museo è diviso in quattro sezioni principali: reperti da edifici sacri, da necropoli, da collezioni private e i materiali d'età romana.

L'esposizione ha inizio con oggetti di età protostorica, frutto di scavi nella zona, come quello di una capanna dell'Enolitico. Figura una spada del XIII secolo a.C., ritrovata fortuitamente presso una tomba del VI secolo a.C. Al primo piano sono esposti reperti dalle quattro aree sacre della città magnogreca, tra cui:

dalla contrada Scrimbia provengono reperti databili tra la fine del VII e la fine del V secolo a.C., con ceramiche corinzie, rodie e attiche, anche di grandi dimensioni, bacili ed elmi in bronzo, statuette votive e oreficerie di notevole qualità in oro, argento e vario, tra cui orecchini, anelli, fibule, spilloni. Sempre dalla stessa area provengono frammenti architettonici, databili intorno al 550 a.C. di un grande tempio dorico ancora non localizzato.
da Cofino provengono alcuni pinakes di produzione tipica di Locri Epizefiri e due modellini di tempio in terracotta, ricchi di dettagli.

Il piano inferiore espone reperti provenienti dalle necropoli, databili tra la fine del VII e il IV secolo a.C., tra i quali spicca una laminetta in oro con un'iscrizione in dialetto dorico-ionico che attesta il culto orfico, con consigli per il defunto nell'aldilà. Fu trovata in una tomba di donna databile tra il V e il IV secolo a.C.

Il reperti della necropoli ellenistica di contrada Piercastello testimoniano al presenza dei Bruzi nella zona, e spicca per la presenza di due guerrieri in ceramica provenienti una tomba a camera monumentale della fine del III secolo a.C.

Tra i nuclei antiquari privati spiccano le ceramiche architettoniche, come le terrecotte arcaiche dal santuario di Scrimbia, le antefisse a palmetta e a maschera silenica e le sime dipinte. Tra la ceramica di trovano lekythoi attiche a figure rosse.

Interessante è il monetiere Capialbi, che contiene alcuni rarissimi aurei locresi.

Nell'ultima sezione, dedicata all'epoca romana, sono custoditi reperti proveniente da Sant'Aloe dove sono state rimesse in luce varie domus e un impianto termale con splendidi mosaici; inoltre poco distante da lì negli anni '70 è venuto alla luce un ripostiglio monetale di 867 monete d'argento Brettie databili alla fine del III secolo a.C. Da questa località provengono anche vasi in terracotta sigillata e statue marmoree, fra le quali spicca un busto di Agrippa, di ottima qualità artistica. Sono presenti anche alcuni corredi sepolcrali di età romana con lucerne dalle decorazioni molto raffinate, contenitori e unguentari in vetro di grande pregio.

Nel cortile è esposto un mosaico del III secolo, ritrovato nei pressi dell'antico porto della città.

laminetta"... ma più avanti troverai la fredda acqua che scorre dal lago di Mnemosyne: vi stanno innanzi custodi ed essi ti chiederanno in sicuro discernimento, che mai cerchi attraverso la tenebra dell'Ade caliginoso.
Dì: "son figlio della Greve e del Cielo stellato; di sete son arso e vengo meno: ma datemi presto da bere la fredda acqua che viene dal lago di Mnemosyne
..."

Vibo Valentia - Testo laminetta

 

 

 

 

 

 

Di Mnemosine è questa tomba.( Per l'iniziato ) quando sarà sul punto di morire.

Andrai alle case ben salde di Ade; vi è a destra una fonte;

presso di essa si erge un bianco cipresso

Là discendono le anime dei morti e trovano refrigerio.

A questa fonte non avvicinarti affatto.

Più avanti troverai la fresca acqua che scorre

dal lago di Menmosine; vi stanno dinanzi custodi

che ti chiederanno con mente saggia

che cosa tu vada cercando attraverso la tenebra di Ade caliginoso.

Di': "Sono figlio della Terra e del Cielo Stellato,

sono arso di sete e muoio; ma datemi presto

da bere la fresca acqua che scorre dal lago di Mnemosine".

Ed essi lo riferiranno al re di sotterra,

e ti daranno da bere dal lago di Mnemosine.

E tu, dopo aver bevuto, andrai sulla sacra via

che anche altri iniziati e consacrati percorrono gloriosi.

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