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Quando si parla di giocatori infortunati si pensa sempre ad un uomo che esce dal campo con faccia dolorante, magari per uno scontro, più o meno fortuito, con un avversario. Ma non è sempre così: sono infatti diversi i giocatori che hanno dovuto interrompere, seppur momentaneamente, le loro attività calcistiche per motivi che rasentano il ridicolo; eccone alcuni:

 

Alessandro Nesta – Nel 2005 il difensore cominciò a lamentare fastidi al polso ed alla mano a causa delle prolungate partite alla Playstation. Il caso suscitò così tanto scalpore che persino la Sony prese la parola in merito per affermare che la propria consolle non potesse procurare nessun tipo di patologia.

Salvatore Schillaci – L’attaccante di Italia ’90 accusò qualche problema muscolare a causa dell’utilizzo di stivaletti rialzati, adoperati per ovviare al problema della bassa statura.

Darren Bent — Beh, che le cipolle facciano piangere è ormai cosa conosciuta da tutti, ma l’ex giocatore del Tottenham, per colpa di queste, è rimasto fermo per otto settimane! Fu infatti tagliando le cipolle che si lacerò un tendine.

Darius Vassell — L’ex Aston Villa e Manchester City, nel tentativo di diminuire il dolore ad un piede, provò un sistema tutt’altro che geniale: prese infatti un trapano, e lo usò sull’unghia del suo piede destro. Risultato: una bella infezione, e dolore al piede raddoppiato.

Carlos Tevez – Il giocatore, dopo aver ironicamente dato il benvenuto alla sua ex squadra con lo striscione “Benvenuti a Manchester”, che mandò su tutte le furie Sir Alex Fergurson, si infortunò nella tournèe sudafricana, al suo primo anno al City, in un modo tanto esilarante da essere soprannominato “dope on a rope” (traducibile, eufemisticamente, come “stupido”) . L’Apache infatti scivolò in bagno, tirando di conseguenza un forte calcio al lavandino, che gli procurò un infortunio alla caviglia.

Richard Wright — Il portiere dell’Everton fu costretto a saltare la sfida di FA Cup contro il Chelsea per un problema alla caviglia: si fece male inciampando nel cartello “non danneggiate il prato” durante il riscaldamento.

Jari Litmanen — L’ex star di Fulham e Liverpool fu invece vittima di una lattina di Coca Cola; fu infatti in seguito all’esplosione di una di queste che rimediò un occhio nero.

David James —Noto anche come “Calamity James” per i suoi erroracci fra i pali, fu vittima addirittura di due infortuni ridicoli: una volta si infortunò cercando di afferrare il telecomando della sua televisione, la seconda andando a pesca.

Chic Broide — Nel ’70 il numero uno di Brentford fu costretto all’addio al calcio dopo uno scontro con un cane che aveva fatto irruzione sul campo di gioco.

Santiago Canizares — Il portiere non potè giocare il Mondiale del 2002, esssendosi infortunato al tendine dell’alluce dopo uno scivolone su un po’ di dopobarba.

Kasey Keller — Lo stopper americano si ruppe i denti mentre toglieva le mazze da golf dalla macchina.

Alan Wright — Accelerando sulla sua nuova Ferrari, il giocatore che allora militava nelle fila dell’Aston Villa, si infortunò al ginocchio.

Alex Stepney — Urlando ai suoi compagni del Manchester United, il portierone degli anni ’70 si slogò la mascella.

Svein Grondale – Negli anni ’70, il difensore norvegese si scontrò con un alce mentre stava facendo jogging, e dovette rinunciare ad una convocazione in nazionale.

Charlie George – Il giocatore dell’Arsenal si tagliò un dito del piede con il tagliaerba.

Kakhaber Kaladze – Nell’Ottobre del 2006, il presidente della Repubblica ex sovietica Mikhail Saakashvili, volendo realizzare il proprio sogno di giocare a calcio con la stella del proprio Paese, invitò il difensore a casa sua, ma nel corso della partitina compì un’entrata dura sull’allora giocatore del Milan.

Pietro Anastasi – L’azzurro saltò i Mondiali di Messico ’70 perchè, in seguito ad uno scherzo avvenuto negli spogliatoi, cadde e si infortunò alla zona lombo-sacrale.

Aldo Serena – In un’Italia-Germania del 1986, l’ex attaccante scivolò e strisciò sulle linee del campo, disegnate in calce viva, finendo persino con l’ustionarsi.

Emerson – Il brasiliano saltò i Mondiali del 2002, mancando tra l’altro il titolo conquistato dalla sua nazionale, per un infortunio alla spalla procuratosi pochi mesi prima improvvisandosi portiere in allenamento. In Giappone e Corea avrebbe portato la fascia al braccio.

Fabio Cannavaro – L’ex capitano della nazionale fu punto nel 2009 da un’ape e fu costretto ad assumere farmaci al cortisone, che lo fecero pure risultare positivo all’antidoping creando un polverone mediatico con l’Italia e con la Juventus.

Liam Lawrence – L’attaccante dello Stoke inciampò sul proprio cane mentre usciva di casa per la solita passeggiatina quotidiana, ritrovandosi con una caviglia gonfia.

Darren Barnard – L’ex nazionale gallese si infortunò ai legamenti del ginocchio dopo essere scivolato sulla pipì del suo amico a quattro zampe. Fuori 5 mesi.

Gennaro Gattuso – “Ringhio” si infortunò nel Settembre 2008 durante degli allenamenti con la nazionale. Arretrando verso il bordocampo, il centrocampista scivolò in una delle panchine interrate, rimediando una lussazione e diverse fratture alla mano sinistra.

Sebastian Frey – Ai tempi dell’Inter, il portiere si tuffò in una piscina vuota riportando in seguito un trauma cranico.
Alessandro Nesta – Il campione del mondo si infortunò alla schiena sollevando in braccio la figlioletta Sofia. Gli esami medici evidenziarono lo schiacciamento di due vertebre.

David Batty – L’inglese si infortunò dopo essere stato investito dal figlio, a bordo di un potente triciclo!
Nelson Dida – Il portiere riuscì ad infortunarsi persino stando in panchina, semplicemente alzandosi dalla stessa durante un Parma-Milan, e venendo così colto dal colpo della strega.

 Marco Storari – Durante la militanza al Milan, l’estremo difensore tentò il famoso “colpo dello scorpione” del portiere Higuita in allenamento. Per buttarsi a terra si buttò, ma poi tardò a rimettersi in piedi.
Perry Groves – Il giocatore dell’Arsenal arrivò a sbattere la testa sulla tettoia della panchina mentre esultava per un goal.

Paulo Diogo – Dopo aver realizzato, lo svizzero del Servette andò ad esultare aggrappandosi alla recinzione di fronte alla curva, ma la fede che portava al dito rimase incastrata nella stessa, e tornando giù il giocatore perse due falangi dell’anulare, poi amputato. L’arbitro pensò pure di ammonirlo.
Rio Ferdinand – Il difensore inglese si infortunò ai legamenti del ginocchio per aver tenuto troppo a lungo le gambe distese su un tavolino da caffè.

Tony Adams – Vedesi “Rio Ferdinand”.

Antonio Chimenti – Nel 2010, il terzo portiere della Juve si fece male alla mano destra dopo il match perso con la Samp per 1-0, grazie ad una sua papera su tiro dalla distanza di Cassano. Per sfogare la propria rabbia negli spogliatoi, Chimenti diede un pugno ad un tavolino, rimediando la frattura del quinto metacarpo e chiudendo tra l’altro definitivamente la sua carriera. Fortunatamente per la Juventus, in settimana tornò disponibile Manninger.
Ronaldo – Durante il periodo al Milan il “Fenomeno” si fece male da solo calciando goffamente la palla nel riscaldamento.

Muricy Ramalho – Il brasiliano accusò mal di denti e gli vennero prescritte delle supposte, ma dato che il dolore era nella bocca pensò di assumerle per via orale. 3 giorni di stop.

Dirk van der Ven – Il tedesco si ruppe alcune falangi di una mano mentre cercava di azionare il motore del suo tagliaerba.

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